Bruxelles, Di redazione
Sono un giovane commerciante che svolge la propria attività lavorativa all’interno dell’abitato di Carini con grande sacrificio e rispetto per le istituzioni, per il sistema, per la clientela che giornalmente si reca nel mio esercizio confidando oltre che nella qualità dei prodotti anche nell’igiene e nel decoro che lo caratterizzano e, non in ultimo, per me stesso.
Con orgoglio vendo infatti, frutta, verdura e altri generi alimentari nel mio esercizio commerciale di Carini, Via Cupola di Santa Caterina ove, nel rispetto dei protocolli e delle direttive in materia di contenimento della pandemia, i clienti attendono fuori dalla bottega il loro turno per entrare.
Da diverse settimane nell’area limitrofa alla mia attività sono in corso dei lavori di sistemazione della pavimentazione stradale con collazione di basole di marmo sotto la direzione lavori dell’Ing. Paolo
Amato.
Tali lavori comportano e hanno comportato enormi disagi alle attività commerciali che, come la mia, si trovano proprio all’interno del cantiere ma tutti noi esercenti, ben consci dell’utilità dell’opera, ci siamo sforzarti seppur con grande disagio, di portate comunque avanti la nostra attività con dignità e decoro.
Tale disagio era ed è chiaramente sotto gli occhi di tutti compresa l’amministrazione comunale.
Occorre dire tuttavia, che le modalità di esecuzione delle opere palesano senza dubbio profili di criticità; basti pensare che il taglio delle basole è fino ad ora avvenuto non mediante l’impiego di specifica attrezzatura ma con l’utilizzo di un semplice “flex” come se si stesse tagliando in casa, con modalità fai da te, una piastrella per sostituirne una rotta!
Tale modalità di taglio delle basole ha fatto si che una enorme quantità di polvere si sprigionasse rendendo l’aria irrespirabile.
La mattina di giorno 25/02/2021 è accaduto che gli operai preposti al cantiere, decidessero di posizionarsi per l’esecuzione del taglio delle basole a pochi metri di distanza dalla mia attività che, così facendo, veniva letteralmente invasa da una fitta coltre di polvere che,depositandosi sui generi alimentari,
comprometteva dal punto di vista igienico lo standard qualitativo degli stessi.
Peraltro, in quel contesto la sosta della clientela davanti la bottega diveniva assolutamente impossibile e la respirazione ancor di più specie indossando, come d’obbligo, le mascherine protettive.A metà mattinata, la situazione diventava davvero insostenibile sicché mi avvicinavo all’Ing. Amato chiedendo gentilmente comprensione e invitando gli operai a trovare un altro posto ove procedere al lavoro di taglio delle basole.
In a sito a ciò, l’Ingegnere non si degnava neppure di alzare lo sguardo, invitava gli operai a continuare il loro lavoro e con un gesto molto scortese della mano mi caccia via.Ferito sia per la mancanza di comprensione che per l’altezzosità manifestatami, tornavo al mio negozio
ove, come ogni giorno, mio padre era passato per un saluto.
Avendo assistito alla scena e viste le condizioni in cui si trovava il negozio, da lontano anche mio padre invitava l’Ingegnere Amato a mostrare spirito collaborativo con l’espressione: “tutti devono lavorare” e lo invitava a gestire meglio la situazione.
A quel punto l’Ing. Amato andava verso mio padre e, con tono sprezzante, proferiva nei suoi confronti la frase: “Ascolta a me, vattene a vendere la verdura che è meglio per te!”.
Per quel che so, forse a quel punto mio padre gli avrebbe dato una sorta di “pacchetta” sul viso niente di più.
Ora, tale gesto, seppur il frutto di una provocazione, non può che essere da me censurato e sarà oggetto di accertamento ad opera della magistratura peraltro già investita della questione in esito alla
querela sporta dal diretto interessato.
Altrettanto da censurare è, tuttavia, il tentativo di screditare la mia persona e la mia attività commerciale, attraverso la diffusione della falsa informazione che quella che è stata definita “aggressione” sia imputabile ad un commerciante con un negozio di frutta e verdura sito nell’area oggetto dei lavori.Ed infatti, posto che la mia attività è l’unica della zona dedita alla vendita di tali prodotti alimentari, è palese che associare l’accaduto alla mia persona sia del tutto ovvio e scontato.
Tutto ciò chiaramente non può in alcun modo essere da me supinamente accettato sicché chiedo, da onesto cittadino e fiero commerciante, che anche la mia voce ed il mio messaggio vengano diffusi con
la stessa veemenza con cui è stata diffusa la falsa notizia di un’aggressione a me associabile-imputabile.
Io mi “dissocio e condanno” l’indifferenza mostrata dall’Ing. Amato nei miei confronti, nei confronti degli altri esercenti e della nostra clientela; mi “dissocio e condanno” dall’indifferenza di chi giudica senza conoscere bene i fatti; mi “dissocio e condanno” chi vede e sente ma fa finta di non vedere e non sentire per poi diffondere con facilità errate informazioni; mi “dissocio e condanno” la violenza sotto
ogni forma ed entità perché in essa non mi riconosco.Mi chiamo Mannino Antonino, vendo frutta e verdura in Via Cupola di Santa Caterina a Carini e ne sono FIERO!!
Distinti Saluti