Il Covid oltre  a  bloccare anche psicologicamente  chi non si è mai mosso dalla sua cucina ha intrappolato  nel nostro Paese  molti giovani brillanti  che  un futuro l’avevano  trovato all’estero.
In questo  caso  parliamo  veramente di  “iella” allo stato  solido, infatti  barriere   insormontabili introdotte dai vari Stati hanno reso impossibile la mobilità e in molti casi hanno  cancellato delle  ottime  opportunità di  lavoro che forse non si ripresenteranno più.Tralascio la questione delle tante  relazioni sentimentale a carattere  internazionale,interrotte quando l’amore era fumo,congelate o costrette ad assurdi e costosi viaggi in Paesi terzi quando i sentimenti  si sono rivelati più forti della Pandemia in corso.
Stiamo  purtroppo assistendo  alla  scoperchiatura  del pentolone  del  potere  politico che scende dall’alto, e scopriamo che è tutto  un bluff, infatti i limiti delle leggi contro  la  forza della  natura sono tanto più  evidenti quanto più manca  l’educazione civica, il senso di comunità e uno sano consenso elettorale.
La  natura deve  fare il suo corso,  secondo la visione  degli  svedesi
,e nulla può realmente  fermarla, ma  il  sentirsi parte integrante di una nazione, di  un popolo aiuta  a  muoversi  in massa  in un’unica direzione senza nessuna  imposizione dall’alto.
L’Italia  oramai è sull’orlo del  precipizio,forse in verità sta già precipitando ma non si è ancora fatta male perchè il burrone è profondissimo,si vedono bande  di politici litigiosi e irresponsabili che si scannano da decine  di  anni come nel film  “La  guerra  dei Roses” e non hanno  mai pensato ai loro cittadini.
Il disastro  mentre governa la  banda giallo-rossa, si  sta affacciando  platealmente  nell’immaginario collettivo   nella forma di un misterioso “Virus Killer ” ma   il vero “Assassino”  è l’inettitudine  dei  tanti  che  gestiscono da troppo tempo  il Paese,e sono, grazie al declino della scuola e della famiglia italiana, veramente  troppi.Quello che è avvenuto a Napoli è il primo evidente  segno di totale scollatura tra una menomata collettiva  capacità critica di esercizio del diritto di  voto e capacità della buona politica di farsi votare,quest’ultima al dire il vero latita da decenni al sud.Un esempio virtuoso è quello del Veneto,la buona politica al contrario della Campania ha attratto molti consensi.E non possiamo far finta che quella regione, una volta maestosa  “Repubblica di Venezia” sia civicamente allo stesso livello del meridione.In un quadro così devastato e devastante questi modelli positivi o si copiano o si staccheranno del tutto dalla parte che li affossa.Nel quadro generale,quale sindacalista,apparentemente di parte,non posso esimermi dall’osservare che un’ interessante visione politica del futuro ha più volte mostrato di averla il Segretario Generale della Ugl Francesco Paolo Capone,il quale diciamo la verità ha riempito  spesso i grandi spazi vuoti lasciati dall’area di centro-destra,che troppo spesso dopo la caduta del governo giallo-verde,si è bloccato sui soliti proclami ed è incapace di trovare una nuova strada di rilancio.La Ugl di Capone invece ha messo a segno una seria di colpi fenomenali,gli ultime due sono certamente la firma del contratto dei fattorini delle consegne d’asporto(“Rider”per un amante della lingua italiana è davvero troppo)e l’azione condotta per la liberazione dei pescatori italiani in Libia,dove invece il governo sta mostrando seri limiti di influenza nella politica estera.

 
 

 
Area degli allegati
 
 

 


lEGGI ANCHE