Si aggravano i bilanci che giungono dalla Striscia di Gaza, sia per quanto riguarda le vittime (salite a 14) e sia per i feriti tra i manifestanti palestinesi e l’esercito israeliano, le agenzie internazionali parlano addirittura di oltre 1200 contusi tra gravi e più lievi. Un massacro che vede Israele sparare sulla folla aizzata da Hamas sui confini della Striscia e che non vede soluzione di continuità per almeno anche nelle prossime ore: il ministero della Sanità della Striscia di Gaza parla sì di 1200 feriti ma anche di continui spari delle forze d’Israele contro le postazioni di Hamas, con in mezzo purtroppo la presenza di moltissimi palestinesi che celebrano la giornata della “Grande Marcia del Ritorno”. Doveva essere una giornata di protesta, si sta rivelando invece una triste, l’ennesima, quotidiana guerra fratricida. «Disgustoso e orribile… questo giovane palestinese viene ucciso a sangue freddo dai cecchini israeliani nei pressi del confine di Gaza durante la giornata di protesta pacifica. Ero lì, non stavamo facendo niente e ci hanno sparato addosso», spiega un testimone palestinese su Twitter, postando il video dove si nota un cecchino israeliano colpire un giovane palestinese intento a recupera un copertone semi-incendiato e lanciato contro le postazioni israeliane.