La barbarie e l’ignoranza

Spesso ci chiediamo se le persone che fanno certe azioni o dicono certe cose si rendono veramente conto della gravità delle cose che fanno o che dicono.

 

Spesso ci troviamo davanti alla barbarie più truce, ad azioni o dichiarazioni che vanno ben oltre le intenzioni di chi fa quelle azioni o usa quelle parole, dimostrando ignoranza e superficialità nel modo di fare o di esprimersi.

 

In un contesto politico democratico ad esempio, scrivere su un volantino la frase “Giornata mondiale del consigliere comunale infame” per insultare un Consigliere Comunale democraticamente eletto, che per divergenze di opinione politica ha deciso di passare alla Lega; dimostra senza ombra di dubbio che queste persone stanno utilizzando una terminologia terribile, usata dalla mafia per marcare a fuoco le persone che si ribellano alla cappa di omertà che la mafia impone sul territorio.

 

In un contesto politico democratico nessuno si sognerebbe di appellare un eletto “infame” perché nel corso della sua attività politica decide di cambiare schieramento, per divergenze di idee o per portare avanti istanze non soddisfatte nel partito in cui era stato eletto.

 

Nella scorsa legislatura, ad esempio, hanno cambiato casacca 566 parlamentari. Ci sono parlamentari che hanno percorso tutto l’arco Istituzionale durante una legislatura; eppure nessuno li ha mai chiamati infami ne si sognerebbe di farlo.

 

Piuttosto bisogna analizzare le scelte di questi parlamentari spesso additati come inaffidabili ma che in molti casi hanno semplicemente capito in anticipo la decadenza del gruppo politico nel quale erano stati eletti e quindi hanno ben deciso di portare avanti le loro idee con altri gruppi politici più affidabili.

 

Per fortuna in Italia non siamo (ancora) in una dittatura e le persone possono scegliere democraticamente come servire il nostro Paese.

 

Gli unici giudici autorizzati a valutare le scelte di un politico eletto sono i Cittadini elettori.

Loro sono gli unici che potranno alla fine valutare se la loro scelta sia stata ben riposta e quindi può essere riconfermata, oppure se non sono soddisfatti alle prossime elezioni, come prevedono le regole democratiche, opteranno per altri candidati.

 

I Talebani che hanno perpetrato questa aggressione nei confronti Gianluca D’Amico avranno allora la risposta alla loro barbarie ed ignoranza.

Salvatore Albelice presidente Circoli della Lega dei Meridionali



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