Di Salvatore Albelice
Apprendiamo  che diverse navi ONG sono pronte a scaricare in Italia alcune centinaia di “naufraghi” prelevati in zona SAR Libica.
Come ormai ampiamente dimostrato e noto a tutti i cittadini italiani, con la esigua irrilevante minoranza di coloro che ancora continuano a parlare di naufraghi, questi migranti economici che cercano di raggiungere l’Europa, dotati di telefoni cellulari funzionanti, che vuol dire che durante la loro permanenza in Libia
quando venivano torturati, prima di poter scappare e prendere la famosa barca che subito dopo ha fatto naufragio, hanno avuto modo di ricaricare il telefonino e quindi adesso possono informare la famiglia che stanno per giungere in Italia.
Questi naufraghi, molti dei quali minorenni, comunque in larghissima maggioranza giovani maschi vengono in Europa per cercare fortuna, per trovare lavori e guadagnare soldi da rimandare in Africa alle loro famiglie.
Queste sono tutte aspirazioni legittime; per altro sono le stesse che convincono oltre 100 mila italiani, in gran parte giovani, a lasciare il nostro Paese per cercare fortuna all’estero.
 
Ma i nostri giovani che ad esempio si recano in Germania per lavorare, non vengono ospitati per mesi/anni in hotel; non hanno persone che si occupano di loro. Si devono arrangiare da soli e sopratutto all’inizio,devono affrontare difficoltà e normi per inserirsi nel mondo del lavoro e per potersi auto-mantenere.
Per altro va detto che coloro che non riescono ad inserirsi nel mondo del lavoro, vengono rimandati a casa,con solo biglietto di andata. 
Questo succede in Europa ai giovani europei che in teoria hanno il diritto di insediarsi dove desiderano ma che se non dimostrano di potersi mantenere, di poter pagare eventuali spese
mediche in Germania, vengono subito riaccompagnati a casa loro.
Ma toniamo ai migranti economici provenienti in gran parte dai paesi africani che tra poco sbarcheranno in Italia. 
Questi giovani in cerca di fortuna si trovano in una situazione abbastanza singolare perché non
parlano la nostra lingua, non hanno professionalità specifiche da offrire sul mercato del lavoro e non hanno assolutamente mezzi di auto sostentamento, avendo speso tutte le loro sostanze per pagare i viaggio verso l’Europa e che sbarcano tutti in Italia, visto che le altre nazioni europee si guardano bene dall’aprire i loro
porti.
Questi giovani devono necessariamente essere ospitati in strutture abitative, devono essere
necessariamente assistiti e nutriti. Tutto questo ha costi enormi: parliamo di circa 4-5 miliardi di euro di spesa viva ogni anno.
Ma in un Paese dove si discute per mesi per trovare uno o due miliardi da spendere per qualsiasi bisogno,possiamo permetterci di  spendere 5 miliardi all’anno per mantenere i migranti economici?
In un Paese dove abbiamo il 40% dei giovani del Sud disoccupati, possiamo accogliere centinaia di migliaia di altri disoccupati da mantenere, per altro lasciando i nostri connazionali meno fortunati nell’indigenza e nell’abbandono?
Allora suggerirei a questi giovani italiani disoccupati di comprare dei canotti uscire in mare a 100 metri dalla costa e poi chiamare il soccorso della Guardia Costiera per essere “salvati”. Dopo di che devono pretendere di essere ospitati in hotel, di ricevere 3 pasti al giorno ed il “pocket money” di due euro al giorno (60 euro al mese). 
Devono pretendere vestiario e percorsi formativi per l’inserimento nel mondo del lavoro in Italia ed in Europa.
Quindi suggeriamo a tutti i giovani italiani, specialmente meridionali che non trovano lavoro e che non riescono a trovare lavoro in un altro Paese europeo di organizzare un bel naufragio e di farsi salvare per poter sperare in un futuro migliore.
 
 


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