Di redazione
Intevista rilasciato dall’Economista ai Fondi Europei Prof. Santi Tomaselli Presidente dell’Osservatorio Romano ai Fondi Europei:
Il RE è Nudo è una celebre frase della fiaba ‘I vestiti nuovi dell’imperatore’ di Hans Christian Andersen. Nella fiaba si narra di un re che amava i vestiti e che cadde in una trappola così raccontata: “Una volta arrivarono due impostori: si fecero passare per tessitori e sostennero di saper tessere la stoffa più bella che mai si potesse immaginare. Non solo i colori e il disegno erano straordinariamente belli, ma i vestiti che si facevano con quella stoffa avevano lo strano potere di diventare invisibili agli uomini che non erano all’altezza della loro carica e a quelli molto stupidi. I truffatori finsero di lavorare sui tessuti, ovviamente inesistenti, ma nessuno osò denunciare la truffa in atto proprio per quel meccanismo che prevedeva che a non vedere i tessuti fossero gli incapaci e gli stupidi. L’epilogo è noto: IL RE VIENE VESTITO CON I VESTITI INESISTENTI E SFILA PER LA CITTÀ NUDO!
E così l’imperatore aprì il corteo sotto il bel baldacchino e la gente che era per strada o alla finestra diceva: «Che meraviglia i nuovi vestiti dell’imperatore! Che splendido strascico porta! Come gli stanno bene!». Nessuno voleva far capire che non vedeva niente, perché altrimenti avrebbe temuto di non essere considerato intelligente dal Suo Re o peggio di osare contraddirlo. Tutti tranne un bambino che, immune da ogni sudditanza, ebbe il coraggio di urlare “Ma non ha niente addosso!» disse un bambino «Signore, sentite la voce dell’innocenza!» replicò il padre, e ognuno sussurrava all’altro quel che il bambino aveva detto. «Non ha niente addosso! C’è un bambino che dice che non ha niente addosso!». «Non ha proprio niente addosso!» gridava alla fine tutta la gente. L’imperatore rabbrividì perché sapeva che avevano ragione. IL RE E’ NUDO.
 
Vede  , in questi anni, lo spirito che ha animato i miei studi scientifici, come Economista ai Fondi Europei, (che hanno portato il Presidente dell’Osservatorio Romano ai Fondi Europei a riconoscimenti prestigiosi come il Premio Internazionale di Cartagine proprio come Economista ai Fondi Europei per l’anno 2018 premio che ha visto nelle edizioni precedenti premiati illustri autorità come Kofi Annan Segretario Generale delle Nazioni Unite) , richiama perfettamente la metafora della meravigliosa fiaba di Hans Christian Andersen. Questa volta il RE NUDO è purtroppo il nostro Paese Italia e subito dopo l’Europa. Sarebbe sin troppo demagogico, e se mi consente semplicistico, additare tutte le sventure economiche del nostro Paese, all’Unione Europa, quando l’unico responsabile, di anni di politiche strutturali fallimentari specie nella materia ai Fondi Europei, è stata l’Italia stessa, dalle Autorità centrali sino a quelle periferiche con un richiamo particolari le regioni del Sud Italia come ahimè la mia Sicilia. Volendo parafrasare sempre la favola meravigliosa di Andersen, commetteremmo lo stesso errore cui è incorso, inizialmente la folla nell’assecondare il proprio imperatore (i nostri governanti di questi ultimi 30 anni, a parte qualche rara eccezione) che pur vedendolo nudo, per seguire la linea più semplicistica comune a tutti, ne apprezzava vestiti inesistenti, ecco nella nostra realtà si tradurrebbe nell’additare solo all’Europa la responsabilità di essere il male supremo della nostra drammatica situazione economica. I miei studi scientifici basati sulla ricerca incondizionata delle “Domande” rivelatrici alle problematiche afferenti i Fondi Europei rispetto alle Risposte convenzionali, sin dall’inizio come gli occhi di quel bambino della favola sopra citata, mi hanno consentito di urlare che l’unico RE NUDO fosse il nostro Paese (Stato e Regioni finanche i Comuni) in termini di assoluta inefficienza dell’uso dei Fondi Europei con una ricaduta drammatica sul nostro tessuto produttivo. Ma adesso, mi faccia fare l’Economista della materia di cui mi occupo da anni, rivelandoVi alcuni dati, visto che nel mio credo scientifico “tratto” i numeri come lenti d’ingrandimento per scoperchiare verità non dette, spesso celate volutamente, in questi anni, da tutti gli attori preposti in merito all’uso o verrebbe da dire più correttamente al non uso dei Fondi Europei estendendo tale tetra fotografia sia alle Autorità centrali che quelle periferiche finanche Regioni e Comuni. Procedendo con ordine. Nel 1988, con il cosiddetto Pacchetto Delors” si volle aumentare la dotazione finanziaria in cui si disegnava nuove regole di indirizzo dei Fondi Europei dedicati alla politica di coesione, il Regolamento n.2052/88, (“Regolamento CEE n. 2052/88 del Consiglio del 24 giugno 1988, relativo alle missioni dei Fondi a finalità strutturali ,da cui il termine Fondi Strutturali, alla loro efficacia e al coordinamento dei loro interventi e di quelli della Banca europea per gli investimenti degli altri strumenti finanziari esistenti” e del Regolamento n.4253, “Regolamento CEE n.4253/88 del Consiglio, del 19 dicembre 1988, recante disposizioni di applicazione del regolamento CEE n.2052/88 per quanto riguarda il coordinamento tra gli interventi dei vari Fondi Strutturali, da un lato e tra tali interventi e quelli della Banca europea per gli investimenti e degli altri strumenti finanziari esistenti” ) venne da tutti ritenuto un vero piano Marshall per le ingenti somme che vennero erogate in termini di Fondi Europei. Bene ad oggi da quel piano Marshall del 1988 (chiamato così per rimarcare le ingenti somme erogate, come accadde il 5 giugno del 1947 per il piano per la ripresa europea “European Recovery Program”, annunciato in un discorso del segretario di Stato statunitense George Marshall, all’Università di Harvard) sa quanti miliardi di euro sono stati erogati in Italia? Oltre 350 miliardi di euro in Fondi Europei pari ad un terzo di tutto il nostro PIL mediamente registrato dal 2007 (1.800 miliardi di euro). La domanda, che caratterizza i miei studi Scientifici, che mi sono fatto costantemente in questi anni, “ma se sono stati erogati in questi decenni tutti questi miliardi di euro in Fondi Europei, se le Regioni Italiane alla fine di ogni Programmazione, con la corresponsabilità delle Autorità centrali, hanno quasi sempre decantato di essere le più brave del mondo nel riuscire a concretizzare altissime certificazioni (ovvero, per chi è neofita della materia, decantano di aver utilizzato quasi per intero le risorse comunitarie ricevute da “Mamma Europa”) come è possibile che nel 2020 ancora si parla di Regioni del Mezzogiorno come Regioni Ex Obiettivo 1 ? ”. Tradotto, significa che dal 1988 ad oggi, nonostante un erogazione di oltre 350 miliardi di euro in Fondi Europei, tralasciando ovviamente le risorse dei Fondi Europei Diretti perché le cifre supererebbero i 5 mila miliardi di euro (quasi 5 volte il nostro PIL medio), le Regioni del Mezzogiorno d’Italia (Sicilia, Calabria, Campania, Basilicata Puglia e adesso pure purtroppo la Sardegna ed il Molise) hanno un reddito pro-capite inferiore del 75% del Reddito medio pro-capite della media europea. Una vera ecatombe sociale!!. Cioè, nonostante, siano stati erogati in questi decenni oltre 350 miliardi di Euro in Fondi Europei queste Regioni sono da 30 anni recluse nell’essere bollate tra le Regioni meno sviluppate d’Europa. Un onta insopportabile!! Governanti italiani (a parte qualche rara eccezione), di questi ultimi 30 anni, vi do una notizia meravigliosamente “tetra” nella sua cruda Verità, come la favola di Andersen, “Voi” che siete stati e tutt’ora siete coloro che decidono le sorti del nostro Paese: il RE ITALIA è NUDO! Ma non è finita qui, a tutti quei mistificatori dell’Economia, che in questi anni, additavano la crisi dei sub-prime americani ed il crollo delle principali banche statunitensi in quel famoso 2008, (paragonata per devastazione sociale alla Grande crisi del 1929), quale l’unica causa del crollo economico nel nostro Paese, la storia dice altro. I dati, non sono opinabili, sono fotografie rivelatrici di una verità che racconta di un America, che nonostante fosse stata fagocitata in quel 2008, dal suo stesso surreale sistema capitalistico, con il fallimento di banche quale la Lehman Brothers, e quindi più di tutti paradossalmente sarebbe stata “giustificata” ad una ripresa economica impossibile, dopo soli 5 anni, riusciva ad accrescere il suo Pil di oltre 4 punti percentuali, ed i Governanti italiani, intesi come maggioranza e opposizione, giusto per non dare un torto a nessuno che fanno.? Continuano a raccontare la fiaba “del RE NUDO vestito” additando, che la causa di troppi anni di declino economico finanziario nel nostro Paese sia connessa alla sola crisi internazionale del 2008, invece di ricercarla più responsabilmente in anni di cotanta inettitudine in termini di vere manovre economiche strutturali deficitarie specie nell’uso o meglio dis-uso assoluto dei Fondi Europei visto come sono ridotte le nostre regioni,specie quelle del sud, ,con punte per quest’ultime, di una disoccupazione giovanili di oltre il 57,2% (in pratica un giovane meridionale su due senza lavoro). A costoro, che si sono per anni celati, dietro la favola che tutte le responsabilità di tanto declino economico siano da ricercare nella crisi internazionale del 2008 ricordo, che già l’America solo dopo 5 anni, da quel nefasto crollo finanziario bancario, aveva visto crescere il proprio PIL di oltre 4 punti percentuali forti del loro credo “Can do (Tutto è possibile)” e che, la tanto vituperata, vicina Spagna, grazie anche ad un uso efficiente di Fondi Europei, nonostante nel 2007 fosse, indietro di oltre 10 punti percentuali di PIL rispetto all’Italia era riuscita a raggiungerla in termini di crescita nei successivi 10 anni, e le proiezioni dicono, che nei prossimi anni distaccherà il Re Nudo di ulteriori 10 punti percentuali. Come è possibile, ancora, che nonostante gli oltre 350 miliardi di euro in Fondi Europei erogati a favore del nostro Paese dopo 30 anni, ai giorni nostri, con un Pil che sale di solo un inerme 0,1% nel 2019 e di un disastroso – 6,4% nel 2020, l’Italia sarebbe restata ultima per crescita nella Ue in entrambi gli anni a prescindere dal contingente periodo del Covid-19. Nel frattempo le nuove previsioni economiche della Commissione europea, dicono che l’Irlanda sia al top nel 2019 (+5,6%), seguita da Malta (+5%). Ma la colpa non era della crisi internazionale?? Visto i dati economici migliori della Spagna, dell’Irlanda, Malta e della stessa Germania, evidentemente per tali mistificatori economici, la crisi internazionale, sarà stata,forse, una calamità circoscritta alla sola Italia, abbracciando il credo dogmatico che viceversa il resto dell’euro zona sia rimasta immune, in questi ultimi anni, per grazia divina ricevuta. Svegliatevi, richiamando l’autorevole urlo Keynesiano, da tanto meschino torpore istituzionale, lo dovete alle oltre 100 mila aziende fallite, all’oltre 1 milione di posti di lavoro persi in questi ultimi 10 anni e soprattutto agli oltre 1.000 suicidi di imprenditori per motivazioni economiche. Vede  , rivolgendo innanzitutto il mio pensiero, alle vittime colpite da questo male cruento del Covid-19, e a tutti gli operatori ospedalieri, forze dell’ordine, protezione civile, che lottano sino all’estremo in prima fila, di quei 350 miliardi di euro in Fondi Europei, visto le infinite incompiute e i dilaganti sperperi assistiti in questi decenni, quante risorse potevano essere destinate per rafforzare il nostro comparto sanitario, oggi più che mai, ferito dall’urlo di dolore comune di essere lasciati soli inerti per strutture, risorse umane e attrezzature dinnanzi a questa dilagante epidemia? Troppo facile oggi che proprio i primi responsabili di tale torpore istituzionale, i governanti, si lascino scadere in sterili slogan di circostanza, lasciando il destino di tutti i cittadini ad un laconico “adesso faremo”! Il Re adesso è nudo! La domanda, piuttosto, che i nostri governanti dovrebbero farsi, superata questa Pandemia, è come risolvere l’epidemia di una crisi economica derivante dal correlato blocco forzato di tutte le attività produttive, visto che si preannuncerà ancora più cruenta rispetto a quella che colpi l’Italia nel 2008. A tal proposito, l’anno scorso e concludo, durante un confronto scientifico in Presidenza del Consiglio con l’allora Ministro, oggi Presidente della Consob Prof. Paolo Savona, spiegai in sintesi parti della mia Teoria Quantistica ai Fondi Europei, dove bisognava ripartire da una vera ed incisiva riforma strutturale a livello Macro Economico dell’intero comparto afferente il sistema dei Fondi Europei in perfetta armonia con le leve Micro Economiche che sostengono le dinamiche di economicità e di sostenibilità delle Piccole Medie Imprese (visto che l’alibi degli indicatori KPI di performance hanno fallito in Italia). Primo atto urgente istituire Uffici Europa in seno agli Istituti Bancari più importanti nel nostro Paese coinvolti in quasi tutti i Fondi Europei Indiretti, visto che per esperienza consolidata sull’intero territorio, il 99% delle stesse, sono prive di un Asset così strategico e l’introduzione di Uffici Europa in seno alle Regioni e ai Comuni, visto che ormai è stato certificato che i Dirigenti troppo oberati dall’ordinario non riescono a specializzarsi in una materia così complessa come quella afferente ai Fondi Europei. Agli Economisti del settore il compito di attuarla, di concerto con i “governanti di turno”, al di là che siano di destra, sinistra o di centro perché le sorti economiche di un Paese, così ferito come quello nostro, non può più permettersi il lusso di lasciare il suo destino a sterili riflessioni di colore politico. Non si possono più disperdere per i prossimi anni altri 350 miliardi di euro in fondi europei riducendo li stessi ad un ossimoro del loro ruolo di sviluppo addizionale come fu inteso dai nostri padri costituenti. Tutti i dati economici in termini di Pil, Occupazione e tasso di Disoccupazione confermano che intervenire in questa direzione non sia più un’opportunità aleatoria ma un necessario vaccino a dispetto di un epilogo in termini di povertà dilagante e del più tetro esodo di migliaia di giovani italiani laureati verso altri Paesi come se fossero orfani di una propria patria. Vede, dott.ssa, questo è un Paese in cui negli ultimi anni i “comici,attori e altre rispettabilissime professioni”hanno assunto l’arduo compito di gestire le sorti del nostro Paese, mentre i politicanti hanno assunto l’arduo compito di assolvere il ruolo di Economisti senza averne specifica contezza, ed alcuni “Economisti” hanno assunto il ruolo nefasto di guida istituzionale con vergognose politiche di Austerity, a danno solo del proprio “popolo”, macchiando la propria dignità istituzionale, nell’osservare tanto spargimento di sangue, stando seduti comodamente nelle loro “poltrone” di volgarissimi indennizzi senza mai essere eletti. La storia insegna, che durante la grande crisi del’ 29, definita per l’appunto “la Grande Depressione” si riuscì a superare quel drammatico periodo riportando tutti gli attori istituzionali ognuno con il proprio ruolo dove i governanti insieme agli Economisti autorevoli rappresentassero una sintesi armonica verso l’unico obiettivo: la rinascita dei propri paesi. E’ cosi fu. Sin ad oggi, a parte qualche rara eccezione, tutto è avvenuto come se fossimo in una girandola circense, in cui i nostri governanti, rei di una gestione dei Fondi Europei del tutto fallimentare, in questi ultimi 30 anni, fossero gli unici “padroni” del nostro destino ma ora il conto è arrivato in una vera entropica crisi sociale ed economica. Come ebbi a dire al Prof. Paolo Savona, l’anno scorso in Presidenza del Consiglio, a conclusione del nostro incontro scientifico, come quel bimbo della favola di Andersen, qualsiasi mancato intervento in tale direzione sarà un ennesima pagina vergognosa del nostro Paese Italia: 
il RE è NUDO! 


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