Di Francesco Torellini Ugl Estero
Non molti sanno che mi batto da anni per la rinascita del litorale Domitio in provincia di Caserta.
Questo pezzo di terra oramai praticamente è da anni sotto il controllo amministrativo e politico di un altro stato, la Nigeria, diciamo per chi ha studiato il periodo coloniale, questo pezzo di terra ha lo stesso status di Macao quando era colonia portoghese in territorio cinese.
Infatti la città era amministrata sulla carta dai portoghesi ma negli ultimi anni della sua esistenza non si muoveva un alito di vento senza il permesso dei cinesi.
Un tempo lontano, quando ero un bambino, questa terra splendeva per bellezza e ricchezza.
Ben 40 chilometri di spiaggia, una delle coste più lunghe d’Italia, che negli anni ’60-’70 era meta di turisti provenienti anche dall’estero.
Oggi questa terra vive nel più completo abbandono, tra degrado socio -economico e criminalità, purtroppo questo scritto con una sola immagine ha notevoli difficoltà a trasmetterne l’inverosimile livello di deturpazione.
A Castel Volturno terra inizialmente controllata del clan dei casalesi, che molto hanno dato a questa terra in termini di imbarbarimento culturale, neppure la camorra è più autoctona.
Le cosche nigeriane hanno soprafatto la camorra dei Casalesi e si sono impadronite di un intero territorio.
L’enclave quindi è una specie di isola dei pirati, dove se da un lato non regna la legge italiana dall’altro canto dobbiamo constatare che neanche quella dei malavitosi autoctoni è riuscita a mantenersi in piedi.
Non voglio certo difendere i camorristi ma traggo le dovute conclusioni sullo sfacelo che si è venuto a creare in quell’area, dove tutto questo deve farci riflettere su come stanno pericolosamente cambiando gli equilibri sociali nel nostro Paese.
In quella lingua di spiaggia che dovrebbe essere la grande ricchezza di tutta la provincia casertana le case covo di criminali e prostitute, i capannoni improvvisati e i rifiuti di ogni genere la fanno da padrone, alienando dal contesto italiano un bene ambientale che andrebbe invece rivitalizzato e tutelato.
Salvini ha visitato in passato questo comune, dove lo strapotere della mafia nigeriana ha attirato già da tempo l’attenzione del Governo, che ha pensato bene di inviare 200 militari, per cercare di contrastare le cosche africane, che, sotto gli occhi di tutti, gestiscono soldi, prostituzione, armi, droga e, secondo molti, anche il traffico di organi.
Ricordiamoci la capacità di vivisezionare la povera Pamela, esempio della loro bravura di macellai.
La mia visione politica offre rimedi che non sono compromessi o mezze misure.
Abbiamo bisogno di un piano decennale, l’intero territorio va militarizzato e riannesso alle proprietà “statali”, bonificato da tutte le illegalità con abbattimenti di proprietà fuori norma e il trasferimento forzato, dopo la suddivisione in piccoli gruppi, in altre aree del territorio nazionale di chi ha il regolare permesso di soggiorno, tutti gli altri vanno rispediti al loro Paese.
Gli autoctoni vanno tutelati con fondi e norme specifiche da inserire nel piano di ripristino del controllo sul territorio.
Personalmente conosco la Nigeria, a Lagos abbiamo una scuola italiana gestita dall’ENI,e proprio perchè conosco il pericolo mi batto fortemente per l’emanazione di una legge speciale, legge “Castel Volturno”, che consenta di disapplicare le normali norme della democrazia,perchè in quel luogo, oramai malsano e per certi maledetto, c’è una guerra da vincere per riprendersi un territorio perso.
La colpa di tutto questo scempio ha diverse responsabilità ma fondamentalmente è stata la classe politica campana, inetta e corrotta, di centro destra e centro-sinistra che negli ultimi 20 anni non ha fatto il suo dovere nemmeno quello cercare di frenarne l’occupazione.
Non dimentichiamo però che mentre da un lato la popolazione si è lamenta e si lamentava nel fatidico momento dell’esercizio del voto si è sempre espressa contro i suoi interessi ed è questa l’anomalia del meridione, l’ignoranza dell’importanza del voto e l’incapacità a scegliere chi fa politica per passione e per il bene comune.
Non voglio esagerare con quest’ultima accusa ma confermo da politico auto-esiliatosi all’estero che nel territorio non è mai stata coltivata una classe politica degna di questo nome.
Il problema comunque là non è più una questione da inquadrare tra le tante problematiche nazionali, come quella della comunità cinese di Prato ad esempio, no
purtroppo si tratta di mafia nigeriana.
La Nigeria è un Paese immenso, con molteplici etnie, con gravi disuguaglianze sociali e dove l’analfabetismo mischiato con credenze religiose crea molte vittime ma anche gente capace di un mix di violenze per noi solo recentemente immaginabili.
Ed ecco l’errore madornale, la mafia nigeriana è completamente diversa dalle mafie locali con cui fino ad oggi abbiamo avuto a che fare. Non ha le stesse regole, ha origine nelle università africane e non ha un vero e proprio sistema gerarchico. La mafia nigeriana vive in piccole autonomie dislocate in cellule su quasi tutto il territorio africano ed europeo. I capi non sono presenti sul territorio nazionale ne su quello Europeo. Qui c’è la manovalanza, quelli che si sporcano le mani, mentre i boss sono tutti tra Lagos e Benin City. I capi vengo chiamati anche “Capon” (chiaro riferimento ad Al Capone).La Mafia Nigeriana è crudele, molto crudele. Pone le sue fondamenta su credenze religiose che vanno oltre la nostra comprensione. Il tutto nasce parecchi anni fa tra i giovani studenti delle università ( la Nigeria è tra i paesi africani più ricchi e vengono qui per arricchirsi ulteriormente con il crimine, non perché fuggono da inesistenti guerre.
In simile problema non può essere affrontato con la cultura buonista della sinistra ma abbiamo bisogno di leggi speciali e la cultura per risolvere queste cose è molto più a destra.
Cerchiamo di capirlo durante queste elezioni europee perchè senza polso e norme speciali il problema è irrisolvibile.
Vi chiedo pertanto se condividete questa importantissima battaglia di allinearvi alle mie indicazioni di voto per le europee perché solo scegliendo candidati con cui condivido questa missione possiamo portare a termine l’operazione “Castel Volturno 2030”