MERCOSUR: L’AGRICOLTURA SICILIANA È ALLA FINE.

Quello che vogliono gli agricoltori e allevatori è semplicemente di vivere con la loro famiglia del loro lavoro. Solo questo, nient’altro.

MERCOSUR: SAPETE COME FINIRÀ?

Di Salvatore Albelice 

Dopo la protesta di Bruxelles, dove agricoltori e allevatori sono andati a manifestare contro l’accordo tra Unione Europea e Sud America (Mercosur), con scontri e lancio di fumogeni e uso di idranti – nei giorni in cui i leader dei Paesi dell’Unione si ritrovano nella capitale belga , anche per discutere l’approvazione finale dell’intesa con il blocco commerciale sudamericano. 

Per i lavoratori del settore primario, tale accordo e i  tagli alla Politica agricola comune , minacciano la loro sopravvivenza.

Gli agricoltori avranno comunque la perdita  di competitività delle attività agricole , zootecniche e ittiche a favore delle sud America , oltre delle industrie del nord italia , ma soprattutto dal nord Europa.

Mercosur:  FINIRÀ che nel mese di gennaio firmano e non cambierà nulla. Aggiungeranno una serie di norme inutili, sulla qualità ( i pesticidi cancerogeni continueranno ad esserci nei prodotti importati del sud America) dei prodotti agricoli provenienti dal sud America, ma nella sostanza non sarà cambiato nulla. 

Nei Paesi che fanno parte dell’accordo Mercasur inizierà una triangolazione di prodotti di paesi che non ne fanno parte e inviati in Ue.

Non dimentichiamo che molte multinazionali francesi, italiane e spagnole , producono già  in Sudamerica ecc…. Hanno centinaia  di migliaia ettari e pascoli grandi come la Sicilia. È dulcis in fundo, i tedeschi potranno esportare le loro auto a dazi zero. 

In generale ai paesi del nord Europa, interessano prezzi bassi per i prodotti agricoli, visto che hanno pochissima produzione. 

Nel frattempo , a riflettori spenti e ad anime rasserenate, gli agricoltori e allevatori si saranno calmati è tutto continuerà lo stillicidio dei nostri comparti come prima.

 Le clausole di salvaguardia non serviranno a nulla. Non ci saranno controlli all’entrata nello spazio UE di questi prodotti , non conformi agli standard europei. I tumori aumenteranno con la grande soddisfazione delle industrie farmaceutiche. Affari d’oro sulla morte di infermi cittadini.

●IL TRATTATO MERCOSUR SARÀ COME È SUCESSO CON L’ACCORDO CON L’EGITTO, PER  L’IMPORTAZIONE DI PRODOTTI AGRICOLI E ORTOFRUTTICOLI NEL 1995.

●COME È SUCESSO CON L’ACCORDO CON L’INGRESSO DELLA SPAGNA NEL  1986.

●DUE ACCORDI TRUFFA, VISTO CHE NON C’È DUE SENZA TRE, ANCHE L’ACCORDO  MERCOSUR SARÀ L’ENNESIMA TRUFFA.

●COSA SUCCEDERÀ SE L’UCRAINA FARÀ PARTE DELL’UE?

●L’accordo  stipulato dall’Unione Europea (UE) con i Paesi del Nord Africa, “incluso l’Egitto”, quando la Agnelli ricopriva la carica di Ministro degli Affari Esteri italiano. 

L’Italia, tramite la loro ministro Susanna Agnelli (in carica dal 1995 al 1996), partecipò alla definizione di tali accordi in sede europea, i quali prevedevano: 

L’importazione agevolata di prodotti agricoli e ortofrutticoli (come agrumi e olio d’oliva), dai Paesi partner nordafricani verso l’UE.

L’esportazione di macchinari e attrezzature industriali , dai Paesi dell’Unione Europea verso questi stessi Paesi. Le industrie delle famiglia di Susanna Agnelli e i loro amici, fecero affari d’oro a discapito dei comparti agricoli e zootecnici.

● L’ingresso della Spagna nella Comunità Economica Europea (l’attuale UE) è avvenuto il 1° gennaio 1986. L’adesione ha avuto effetti devastanti al settore agricolo del Sud Italia, a causa dell’impossibile competizione coi prodotti spagnoli. 

Sia la Spagna che il Sud Italia , avevano una economia con una forte vocazione agricola, specializzate in prodotti mediterranei simili come olio d’oliva, agrumi, frutta e verdura. Con l’integrazione nel mercato unico, i produttori del Sud Italia , si sono trovati a competere direttamente con i prodotti spagnoli, che  potevano beneficiare di costi di produzione inferiori.

In più, abbiamo subito una riallocazione dei Fondi Strutturali come succederà con l’entrata dell’Ucraina in eu: Con l’allargamento a Sud, la Spagna e il Portogallo sono diventati, in quanto regioni meno sviluppate all’epoca, destinatari significativi dei fondi strutturali e della Politica Agricola Comune (PAC) dell’UE. Ciò ha comportato una potenziale ridistribuzione delle risorse finanziarie europee, che in precedenza erano più concentrate sull’Italia meridionale e su altre regioni meno sviluppate degli Stati membri originari.

Questi accordi, hanno volutamente sottovalutato gli impatti negativi per la nostra agricoltura e in particolare, l’impatto dell’importazione di prodotti agricoli a basso costo, sono stati una delle cause della mancanza di competitività del 

sudItalia.

INFINE L’ENTRATA DELL’UCRAINA IN UE.

● Il giorno che l’Ucraina entra nell’UE:

i finanziamenti della PAC per gli agricoltori italiani (e degli attuali Paesi membri) avranno una potenziale riduzione significativa (stimata intorno al 20% o più)

se il bilancio agricolo  non venisse notevolmente aumentato, ( attualmente e previsto una diminuzione del 20% , cioè 90 miliardi di euro)  a causa dell’enorme superficie agricola ucraina  richiederebbe una ridistribuzione dei fondi esistenti, portando a un taglio degli aiuti pro-capite per ettaro. 

Per mantenere gli attuali livelli di sostegno, sarebbero necessari ingenti fondi aggiuntivi (nell’ordine dei 100 miliardi di euro extra per settennio), altrimenti si assisterebbe a una diluizione dei pagamenti per tutti gli agricoltori europei.

Cosa succederebbe in pratica:

Aumento del territorio agricolo: L’Ucraina ha una vastissima superficie agricola, che aumenterebbe notevolmente la quantità totale di terra eleggibile per i pagamenti PAC.

Fondi fissi (o quasi): Se il budget della PAC (circa il 31% del bilancio UE), rimanesse proporzionalmente simile, i fondi verrebbero distribuiti su più ettari.

Riduzione dei pagamenti per ettaro: Questo porterebbe a una riduzione dell’importo per ettaro, per gli agricoltori degli attuali 27 Paesi membri, con l’Italia che potrebbe perdere miliardi di euro annui. ( 9 miliardi attualmente  con la nuova Pac Ucraina a parte).

Necessità di nuovi fondi: Per evitare tagli, l’UE dovrebbe trovare risorse extra per coprire i nuovi. Stati membri, per esempio i paesi dei Balcani, altrimenti si arriverebbe a una “diluizione” dei pagamenti attuali, con un impatto negativo, sui redditi degli agricoltori italiani. 

In sintesi: L’ingresso dell’Ucraina, senza un aumento del bilancio UE o una profonda riforma della PAC, ridurrebbe i sussidi agli agricoltori attuali, specialmente in Paesi come l’Italia, che beneficiano di significative quote di finanziamento.

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