È necessario ricostruire il Paese. Se qualcuno vi dicesse: “è necessario ricostruire il Paese”, sono sicuro che voi pensereste immediatamente alla Libia, all’Ucraina, alla Siria, oppure all’IRAQ; nazioni martoriate da anni di guerra.

Si certo, quelli sono paesi da ricostruire. Ma quelle sono ricostruzioni “semplici”, per le quali si sa cosa fare e come fare; perché ci sono esperienze specifiche per ricostruire un Paese che esce da una guerra.

Ma ci sono esperienze per ricostruire un Paese marcio dentro? Un Paese corroso dall’interno da una cancrena che ha infettato ogni sua parte?

Non stiamo parlando della ricostruzione del ponte Morandi di Genova; un progetto ingegneristico per il quale in Italia abbiamo esperienza e know how d’eccellenza. Parliamo di intervenire e curare le cause che hanno generato la caduta del ponte.

Abbiamo know how per sradicare il malcostume della mancata manutenzione? Dei mancati controlli? Della mancanza di verifica da parte della catena di comando negli uffici preposti ad effettuare i controlli?

È noto che le Feste Natalizie in Italia rappresentano un momento molto importante per grandi e piccini.Per qualcuno rappresentano anche il momento per ricevere in dono un nuovo Rolex, oppure una nuova automobile per il figlio (o per l’amante).

Queste non sono solo dicerie dei soliti pettegoli, ma sono purtroppo la realtà che avviene in molti uffici della Pubblica Amministrazione. Tutti sanno, ma nessuno ha la voglia o la forza di dire ad alta voce cosa succede.

Se qualcuno pensa che stiamo esagerando buttando addosso la croce ai travet ministeriali, un po come fece Luca Pasquale Medici (in arte Checco Zalone) nel famoso film “Quo Vado”, ricordiamo un evento di cronaca successo proprio durante le festività Natalizie: Abbiamo sentito in tutti i telegiornali e letto sulla stampa nazionale che il Prefetto di una città italiana è finito agli arresti domiciliari per una mazzetta da 700 Euro (settecento Euro)

Se considerate che un Prefetto percepisce uno stipendio base lordo di € 95.186,63 annui (sono oltre 4500 Euro netti al mese); e che inoltre un Prefetto percepisce la Retribuzione di Posizione, la Retribuzione di Risultato, il RIA e Assegni Personali e le Indennità L.121/81.

In totale tutte queste ulteriori indennità portano circa 40 – 50 mila Euro lordi ogni anno. Vuoto per pieno almeno altri 2000 Euro netti al mese.

In un Paese dove 12,6 milioni di pensionati (su 18 milioni totali) percepiscono pensioni inferiori a 1.000 euro al mese (il 61,3% delle pensioni ha un importo inferiore a 750 euro) e dove chi guadagna 2000 Euro al mese è considerato “agiato”, rispetto a chi guadagna 1200 – 1400 Euro mensili o peggio, rispetto a coloro che hanno lavori part time o sottopagati da 800 Euro al mese (come ad esempio chi lavora nei Call Center), come fa una persona che prende 6000 Euro al mese a sputtanarsi per una mazzetta da settecento Euro?

Una persona che ha la fortuna di occupare un posto prestigioso come quello di Prefetto e per il quale percepisce uno stipendio di tutto rispetto si mette a fare pastrocchi del genere? Ma come si può non dico giustificare, perché è ingiustificabile, ma logicamente spiegare una cosa del genere?

Questo succede perché in Italia si è perso il senso dell’appartenenza, il senso del dovere, il senso dello Stato. Si è perso anche il buonsenso come si evince chiaramente nel caso del Prefetto che ha buttato all’aria tutta la sua carriera e la sua vita professionale e sociale per 700 Euro.

Per questo dico che ricostruire il nostro Paese è e sarà molto difficile.

Sarà veramente difficile sanare il Paese dalla cancrena che ha infettato ogni sua parte.

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