Ieri il Professor Giuseppe Conte ha potuto toccare con mano come funziona l’Europa. Da persone intelligente e dotata di logica com’è lui; ha creduto che adesso che rappresenta una nuova coalizione di Governo, gradita all’Europa, la negoziazione per la gestione degli immigrati sarebbe stata semplice e gli altri paesi europei avrebbero accettato di collaborare con l’Italia nella gestione del problema migranti.
In realtà non è andata esattamente come il Premier Conte sperava. Infatti, al di là dei proclami di cooperazione e collaborazione con il nuovo corso politico italiano da parte della Commissione e dei principali leader politici europei, i fatti nella gestione del problema immigrazione non sono cambiati e la sostanza rimane la stessa: I Paesi europei sono disposti a partecipare alla redistribuzione dei migranti, ma solamente dei richiedenti asilo.
Come tutti sappiamo solo la minima parte dei migranti che arrivano in Italia sono qualificati per sottomettere una richiesta d’asilo, essendo la maggioranza di questi, il 90%, migranti economici.
La Francia, l’Olanda, l’Austria già da molti anni dicono chiaramente che non possono più accogliere migranti economici perché incidono pesantemente sui loro sistemi di welfare nazionali.
Recentemente anche la Germania ha iniziato a rimandare in Italia quei migranti che non hanno diritto allo status di richiedenti asilo.
Per ricapitolare: le ONG quasi tutte tedesche, francesi, spagnole si occupano di traghettare i migranti dalla Libia all’Italia; e l’Italia per come viene adesso dichiarato palesemente dagli altri paesi europei deve fare fronte a questa emergenza da sola.
Quei migranti, richiedenti asilo che saranno riconosciuti tali, potranno essere redistribuiti ed accolti in altri paesi europei mentre per i migranti economici la sola opzione prevista è il rimpatrio.
Siccome sappiamo bene come funziona la farsa dei richiedenti asilo in Italia, con il business dei centri di accoglienza, le lungaggini amministrative per esaminare le pratiche di richiesta asilo ed i ricorsi contro il respingimento delle domande di asilo, prepariamoci ad avere ancor di più le nostre citta invase da sciami di giovani, quasi tutti maschi in giovane età, abbandonati a loro stessi. Giovani che non hanno mezzi di sussistenza propri né possibilità di guadagnare soldi con lavori regolari, essendo impossibile per loro trovare occupazione senza documenti di soggiorno in regola.
Questi giovani finiscono quindi per diventare facili prede della criminalità organizzata per lo spaccio di stupefacenti o per il commercio abusivo; oppure finiscono in mano ai così detti caporali, spesso loro connazionali, che li sfruttano per effettuare lavori massacranti per pochi euro l’ora.
Le giovani ragazze, invece, finiscono direttamente nel giro della prostituzione.
Questo non è certamente il futuro che questi ragazzi sognavano quando hanno speso tutti i risparmi delle loro famiglie e messo a rischio la loro vita per arrivare in Europa.
Come possiamo stupirci quindi che molti di questi giovani finiscano per dar di matto e fare cose insensate mettendo a rischio la vita di inermi ed indifesi cittadini italiani ed alla fine la loro stessa vita?
È accaduto nuovamente ieri a Lecco, in un sottopassaggio ferroviario, che un giovane del Togo immigrato clandestino ha spinto una ragazza 18enne facendola stramazzare per terra e poi ha assestato un pugno in faccia ad una signora di 55 anni, che è caduta a terra priva di sensi. Il tutto senza alcun motivo se non quello di fare del male alle sfortunate malcapitate sicuramente per smaltire la rabbia che questi giovani hanno dentro di loro e che purtroppo sfogano contro di noi.
Perché per loro siamo noi che li abbiamo raggirati. Non capiscono che sono loro che si sono messi in questo pasticcio da cui adesso non sanno come uscire. Hanno creduto alle sirene che promettevano il paradiso terrestre, ricchezza e prosperità; e su questo hanno messo tutti i risparmi delle loro famiglie. Non possono tornare indietro a mani vuote, devono andare avanti. Per loro tornare indietro è peggio che morire.
Questo è il problema che il buonismo a parole ha creato e che continua ad ignorare, a non voler vedere perché è una realtà troppo cruda.
Salvatore Albelice Presidente Circoli della lega dei Meridionali Salvini presidente