“Ogni collettività umana avente un riferimento comune ad una propria cultura ed una propria tradizione storica, che si è sviluppate su un territorio geograficamente determinato, costituisce un popolo”.
Ogni popolo ha il diritto di identificarsi in quanto tale con il suo territorio e la collettività a cui sente di appartenere.
Ogni popolo ha il diritto ad affermarsi come “nazione”, per il quale “non è sufficiente la cittadinanza per far parte di un popolo”.
In Italia si vuol dare la cittadinanza a “chiunque sia nato in Italia”.
“Ma la cittadinanza non è, o non è solo, uno stato giuridico, ma è cultura, tradizioni, modo di vivere, di mangiare, di cantare, di giocare insieme agli altri, la cittadinanza si può dare a chiunque, anche se non è nato in Italia, purché abbia assimilato la nostra cultura e le nostre tradizioni e soprattutto voglia vivere come noi.
Negli ultimi due anni in Francia, si stanno lambiccando il cervello per cercare di capire come fare per togliere la cittadinanza a chi è francese da tre generazioni ma ha origini non francesi, come sono molti cittadini francesi discendenti da famiglie del Nord Africa.
Quindi per evitare che tra 20 anni anche noi in Italia dovremo chiederci cosa possiamo fare per togliere la cittadinanza ad alcuni italiani di origini diverse dall’Italia, come sta avvenendo in Francia in questi anni, sarebbe opportuno definire delle regole precise su cosa sia necessario per diventare “Italiani” d’Italia e non Italiani perché in Italia. Questo non ha funzionato in Francia, in Belgio, in Gran Bretagna ed in Germania (con I Turchi).
Noi possiamo ancora evitare che non funzioni anche in Italia