Nel suo giorno più lungo, l’ex presidente brasiliano Lula da Silva punta ad apparire come la vittima senza colpa che si consegna volontariamente nelle mani dei suoi accusatori.
“Mi consegno ma sono innocente”, ecco il messaggio che leader del grande paese sudamericano, condannato a 12 anni di carcere per corruzione, lancia ai sostenitori.
Anche se poi rimanda di ora in ora il momento di costituirsi alla polizia, in un crescendo che sembra quasi una beffa: prima dice di volersi consegnare dopo la messa in memoria della moglie, poi dopo un pranzo con i familiari, infine chiede un’ulteriore proroga per poter vedere domenica sera una partita di calcio tra Palmeiras e Corinthians.