Parlamentari iraniani hanno dato fuoco in aula ad una bandiera americane di carta, urlando ‘morte all’America’.
L’episodio dopo la decisione annunciata dal presidente Usa Donald Trump di uscire dall’accordo sul nucleare con Teheran. I parlamentari di Teheran hanno anche bruciato un pezzo di carta che rappresenta l’accordo nucleare. Al Parlamento di Teheran arriva una mozione che chiede misure direttamente “proporzionali e reciproche” da parte del governo iraniano. Lo ha riferito la tv di Stato iraniana. Hojatoleslam Mojtaba Zulnouri, a capo della Commissione parlamentare iraniana per il nucleare, ha spiegato che il testo chiede al governo del presidente Hassan Rouhani di ottenere le “necessarie garanzie” dagli altri Paesi firmatari dell’accordo raggiunto nel 2015.
“Non puoi fare un accidente!”, è stata la reazione stizzita dell guida suprema iraniana, Ayatollah Ali khamenei, nei confronti del presidente Usa Donald Trump. Le sanzioni Usa all’Iran rientreranno in vigore fra 90 giorni Ieri il presidente americano Donald Trump aveva annunciato che gli Stati Uniti usciranno dall’accordo sul programma nucleare dell’Iran. In una conferenza stampa, Trump ha sottolineato che “il regime in Iran finanzia il terrore”.
Gli Usa – ha aggiunto – sono pronti a reintrodurre le sanzioni contro l’Iran. “L’accordo – ha spiegato – serve solo alla sopravvivenza del regime a cui permette ancora di arricchire uranio”. Tutti i Paesi che aiuteranno l’Iran sul nucleare – ha spiegato il numero uno della Casa Bianca – saranno colpiti dalle sanzioni. “Abbiamo le prove che Teheran ha mentito sul programma nucleare”, ha detto il presidente americano Donald Trump. Gli Stati Uniti “non saranno ostaggio del ricatto nucleare dell’Iran”, ha ancora detto il presidente americano, definendo l’accordo del 2015 “disastroso, imbarazzante e che non avrebbe mai dovuto essere firmato”.
Le sanzioni Usa all’Iran rientreranno in vigore fra 90 giorni, a partire da ieri, affermano fonti dell’amministrazione Trump a Fox News. Le stesse fonti spiegano come gli Stati Uniti saranno ufficialmente fuori dall’accordo sul programma nucleare di Teheran solo quando le sanzioni verranno reintrodotte. Il Presidente iraniano Rohani: andiamo avanti con l’intesa Teheran “non abbandonerà l’accordo sul nucleare”, un’intesa che gli Usa “non hanno mai rispettato”, ha affermato il presidente iraniano Hassan Rohani in diretta tv dopo l’annuncio. Rohani ha aggiunto che Teheran continuerà ad andare avanti sull’intesa con gli altri firmatari. “C’è poco tempo per iniziare i negoziati per mantenere in piedi l’accordo sul nucleare” con gli altri partner senza gli Usa, ha detto Rohani in diretta tv. Se i negoziati fallissero, “ho dato disposizione all’Agenzia per l’energia atomica iraniana di essere pronta a riprendere l’arricchimento dell’uranio come mai prima, già nelle prossime settimane”. Il presidente del parlamento iraniano Ali Larijani ha definito “bullismo” il ritiro degli Usa dall’accordo sul nucleare, e sottolineato che il Paese riceverà dall’Iran una risposta che rimpiangeranno. “L’Ue e altri partner dell’accordo nucleare sono ora responsabili di salvare l’accordo”, ha sottolineato. “Questa è una finestra attraverso la quale l’Ue può dimostrare se ha abbastanza peso per risolvere problemi internazionali o no”, ha aggiunto Larijani. Lunedì vertice Francia, Germania e Gran Bretagna I ministri degli Esteri di Francia, Germania e Gran Bretagna incontreranno rappresentanti iraniani lunedi’ prossimo, 14 maggio, per vedere come preservare l’accordo sul nucleare, dopo l’uscita degli Usa dall’intesa. Lo ha annunciato il capo della diplomazia francese, Jean-Yves Le Drian, all’emittente Rtl.
“Ci riuniremo con i miei colleghi britannico e tedesco lunedi’ prossimo, insieme anche ai rappresentanti iraniani, per considerare l’intera situazione”, ha affermato. Mogherini: accordo cruciale, per l’Ue impegno rimane L’accordo sul nucleare iraniano “è cruciale per la sicurezza della regione e del mondo intero”, l’impegno dell’Unione europea” per il rispetto dell’intesa rimane. Lo dice l’Alto rappresentante per la politica estera Ue, Federica Mogherini, intervenendo sulla decisione del presidente Usa.
Gentiloni: accordo va mantenuto, Italia con Ue “Accordo con l’Iran va mantenuto. Contribuisce alla sicurezza nella regione e frena la proliferazione nucleare. L’Italia con gli alleati europei per confermare gli impegni presi”. Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. AIEA conferma: Iran rispetta impegni L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) conferma che Teheran rispetta “gli impegni relativi al nucleare” previsti dall’intesa. Il direttore dell’agenzia dell’Onu, Yukiya Amano, ribadisce in una nota che “l’Iran è sottoposto al più rigido regime di verifica nucleare al mondo” e che l’accordo del 2015 ha prodotto “un aumento delle verifiche notevole”. Merkel: faremo il possibile perché Teheran resti in accordo “Rispetteremo l’accordo e faremo tutto il possibile perché l’Iran si attenga ai suoi obblighi”. Lo ha dichiarato la cancelliera tedesca, Angela Merkel, poco dopo che la guida suprema dell’iran, l’ayatollah Ali Khamenei, ha chiesto garanzie ai Paesi europei a seguito del ritiro statunitense.
La Germania resta “vincolata” all’accordo nucleare con l’Iran, ha detto la Merkel a Berlino. La cancelliera tedesca ha affermato che la decisione di Donald Trump di uscire dall’intesa è “grave”, e “produce preoccupazioni e rammarico”. Merkel ha insistito sul fatto che Teheran dovrà anche in futuro attenersi all’accordo, come fatto finora secondo le valutazioni della Aiea. Macron rassicura Rohani: la Francia applica l’accordo Il presidente della repubblica francese, Emmanuel Macron, ha parlato oggi al telefono con il presidente iraniano, Hassan Rohani, ribadendo “la volontà della Francia di continuare ad applicare l’accordo nucleare iraniano in tutte le sue parti.
E ha sottolineato l’importanza che l’Iran faccia la stessa cosa”: lo ha reso noto un comunicato dell’Eliseo. Israele chiama i riservisti. Stato di allerta sul Golan Israele ha iniziato il richiamo di riservisti, in un numero finora limitato, mentre sulle alture del Golan è stato proclamato lo stato di massima allerta. Lo riferiscono i media israeliani secondo cui si teme in particolare che forze legate all’Iran lancino un attacco missilistico contro obiettivi all’interno del Golan. Nelle località ebraiche delle alture i rifugi sono stati aperti ma, secondo fonti locali, finora regna la calma.