Se noi prendessimo un aereo ed ai comandi si sedesse un pilota in evidente stato di disagio psicologico, uno che non ha più nulla da perdere, uno che sa che dopo quel volo è finito per sempre, voi vi fidereste di quel pilota?
Bene in politica succede, più o meno, la stessa cosa.
La Commissione Europea è in scadenza e nessuno dei Commissari attuali può sperare in una riconferma; visto l’eccellente lavoro che hanno fatto finora per distruggere la credibilità dell’Unione Europea nei confronti dei Cittadini.
Il nuovo Parlamento è stato insediato, ma… e qui c’è il ma: i vecchi Commissari, quelli che hanno fatto di tutto per rendere questa Commissione la meno popolare di sempre, continueranno a “pilotare” la stessa fino a novembre.
Ovviamente, non avendo nulla da perdere, possono effettuare ulteriori azioni per creare problemi alla già martoriata Unione. Quindi, via alla procedura di infrazione per deficit eccessivo all’Italia per gli anni 2018 e 2019; ma nessuna procedura per lo sforamento del rapporto debito/PIL alla Francia; tanto sforano da sempre…
Nessuna procedura di infrazione alla Germania per surplus commerciale eccessivo; tanto lo fanno da sempre. Nessuna procedura di infrazione alla Spagna per la crescita esponenziale del debito pubblico che passa dal 60% al 100% in pochissimi anni.
Nessun richiamo all’Irlanda, alla Repubblica Ceca ed alla Slovacchia per concorrenza fiscale sleale nei confronti degli altri Paesi Europei. E che dire del Lussemburgo? Un paradiso fiscale in seno all’Unione Europea.
Insomma solo l’Italia va punita. Perché l’Italia sta cercando di cambiare lo “status quo” che si è dimostrato essere non adeguato alle esigenze moderne.
Una Commissione senza futuro può decidere di prolungare le sanzioni alla Russia per una anno, di fatto usurpando questo diritto alla nuova Commissione che nascerà tra poche settimane? Queste sanzioni sono gestione degli affari correnti o decisioni politiche prese senza legittimazione?
Per questi motivi i nuovi Gruppi Parlamentari presso il Parlamento Europeo, appena insediati, dovrebbero chiedere le dimissioni immediate della Commissione uscente; rinnovando la vecchia convenzione che vuole la Commissione uscente operativa per ulteriori sei mesi dopo il voto.
Questa consuetudine va cambiata subito, per il bene dell’Unione Europea.
Salvatore Albelice