Uccisa a Mosca a colpi di pistola il 7 ottobre 2006 mentre entra nell’ascensore di casa. Giornalista e scrittrice nota e apprezzata a livello internazionale, lavora alla Novaja Gazeta (una delle rarissime testate indipendenti nella Russia di Putin) e soprattutto ha scritto libri che hanno fatto il giro del mondo: Una guerra sporca del 2001, La Russia di Putin del 2004, A Russian Diary uscito postumo. Nei suoi scritti Anna racconta di torture ad opera delle forze russe e delle milizie locali, di omicidi, di corruzione e, secondo la Gazeta, quando è stata uccisa si accingeva a pubblicare nuovi dettagli con nomi e cognomi. Al funerale non ci sono esponenti governativi. I sospetti e le indagini puntano subito sulla Cecenia. La tesi condivisa in Russia e fuori è che a eliminarla siano state le milizie paramilitari di Ramzan Kadyrov, fedelissimo di Putin. Il principale sospetto, ceceno, viene arrestato, assolto per insufficienza di prove e poi di nuovo incriminato. Ma sui mandanti l’indagine è del tutto generica.